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Giulia Spallanzani / Bianco

5 minuti 952 parole

Un lifestyle concept store nel cuore di Trento, nato per condividere passioni e gusto estetico. Intervista a Giulia Spallanzani. Entra in contatto con Giulia

Parole: 926 | Tempo di lettura: 3 minuti e mezzo.

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Giulia Spallanzani, emiliana d’origine ma trentina d’azione, ha 27 anni appena compiuti, una laurea a pieni voti in Giurisprudenza e una forte creatività innata. Due anni fa a Trento dà vita a Bianco, un progetto in continua evoluzione. Un concept store che ospita oggetti che ama, ricercati e curati in ogni minimo dettaglio. Più che un negozio, il ritratto di uno stile di vita.

Ciao Giulia, raccontaci la tua storia.

Sono emiliana di origine. Ho intrapreso studi classici e sono sempre stata brava a scuola. Mi sono trasferita a Trento per frequentare la Facoltà di Giurisprudenza, ma già al secondo anno di Università mi sono accorta che non era quella la mia strada, che stavo soffocando la mia creatività e le mie vere aspirazioni. Ho deciso comunque di terminare gli studi. Mi sono laureata con lode e poi due anni fa ho intrapreso questa bellissima avventura.

Bianco. Raccontaci di cosa si tratta.

È un lifestyle concept store. È una selezione di cose che amo. Nasce dalla voglia di condividere i miei gusti e i miei interessi, dall’amore per lo shopping alla ricerca del bello, passando per la cura del dettaglio. Un posto dove condividere le mie passioni e il mio stile di vita. Sono partita in piccolo, anche come metratura, ma oggi Bianco è un grande progetto che comprende uno store online e tre negozi distinti anche se fisicamente vicini. C’è Bianco Home, in cui vendo complementi d’arredo e soprammobili per la casa in prevalenza di stile francese con ispirazioni nordiche e una linea baby dedicata ai più piccoli. Poi c’è Bianco Style, in cui ho selezionato tutti gli accessori che amo di più dedicati alla donna, dai gioielli alle borse, fino alla nuova linea di vestiti e calzature. E infine Bianco Do It Yourself, dedicato al fai da te, in cui vendo tutto il necessario per dare spazio alla propria creatività, quindi materiale per abbellire la tavola, per fare pacchi regalo, colorare mobili, pareti e in generale per dare nuova vita a quello che si ha già in casa.

Bianco. Perché questo nome?

Bianco è il mio colore/non colore preferito. È quello che il colore evoca che mi piace: semplicità, delicatezza, bellezza. Ma anche linee pulite e romanticismo. È il nome che ho sempre avuto nella mente.

Cosa distingue Bianco dagli altri negozi?

L’idea non è quella di vendere delle determinate merceologie di prodotti, ma offrire una selezione di cose che amo. Le merci sono unicamente definite da uno stile, il mio. I clienti non vengono in cerca di un determinato prodotto, ma vengono per vedere cosa io ho scelto per loro. Questo è il segreto del successo di Bianco. Soprattutto in una piccola città che, a differenza delle grandi capitali europee, non ha mai “incontrato” store di questo tipo.

Sei giovanissima e sei partita da zero. È stato difficile?

Sono una persona concreta, determinata e molto poco modesta. Conosco perfettamente le mie capacità e i miei limiti. Mi sono buttata anima e corpo in questo progetto, dedicando tutto il mio tempo, con grande passione. I miei genitori non sono commercianti e non avevo mai avuto esperienza nel campo. Questo poteva essere sia un punto debole che un punto di forza. L’ho fatto diventare un punto di forza. Ho potuto inventare e stravolgere certe regole del commercio e soprattutto ho potuto creare qualcosa di completamente nuovo. Ovviamente tutto questo non sarebbe stato possibile senza tantissimo lavoro e senza la mia famiglia e il mio ragazzo che mi hanno sempre appoggiato in tutte le scelte e che hanno creduto in me fin dall’inizio. E inoltre devo ringraziare il mio team (4 ragazze, ndr) su cui posso sempre contare e di cui fa parte anche mia sorella, l’anima “grafica” di Bianco. Con mia sorella inoltre stiamo portando avanti un’attività collaterale, Bianco Studio.

Di che si tratta?

È lo studio di progettazione di Bianco dedicato a piccoli e grandi eventi, in particolar modo a matrimoni. Ci occupiamo della realizzazione di suites grafiche, bomboniere e del design dell’evento in generale. È un progetto che si sta espandendo sempre di più e che ci entusiasma molto. E il bello è che non è nato a tavolino, ma dai desideri delle clienti che ci hanno chiesto di portare il nostro stile nelle loro occasioni speciali.

Bianco ha una grafica pulita, curata nel dettaglio. Un bel sito, un blog e una pagina Facebook molto seguiti. Una strategia di marketing studiata nei dettagli?

Assolutamente no. Comunicare è stato, più che una scelta, un bisogno. Nasce infatti dal mio bisogno di condividere le mie passioni e i miei gusti. Non volevo limitare questa condivisione solo allo spazio fisico del negozio. Non era quello che desideravo. Nella mia vita sono sempre stata molto attiva in rete, seguendo i blog fin dai loro albori. Mi è sempre piaciuta l’idea di luoghi virtuali in cui condividere idee e interessi. Quindi, quando ho aperto Bianco, è stato naturale andare online con il sito e soprattutto poter spiegare la filosofia dello store con il blog from bianco with love. Però, anche se nemmeno in questo caso si è trattata di una scelta a tavolino, oggi questo aspetto della comunicazione è ciò che ci contraddistingue e le nostre clienti si aspettano anche questo.

Sulle pareti del tuo negozio si legge “Il bello ci salverà” . Che significa?

È una citazione di Dostoevskij ed è la mia frase preferita. Sono infatti convinta che l’amore per la bellezza in tutte le sue forme ed espressioni, specialmente in un periodo storico come questo, sia quello di cui c’è realmente bisogno. Nella vita bisogna credere in qualcosa di bello.

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Alessandra Amoroso

Intervista a cura di Alessandra Amoroso

Trentenne, laureata in Giornalismo, lavora nell'ambito della comunicazione aziendale. Solo quando scrive si sente libera.

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