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Lacrime D'Arte

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In futuro continueremo a produrre e sperimentare nella falegnameria di famiglia, senza fretta. Intervista a Valentina Sartori, Lacrime D’Arte.

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Artigianato e comunicazione, uniti per dare vita a prodotti unici e di design. Anzi, di art-design, per la precisione, come spiegano Valentina e Riccardo Sartori, fratelli mantovani ideatori di Lacrime D’Arte. Il loro progetto prende le mosse dalla falegnameria di famiglia che Riccardo, 26 anni, segue in prima persona, e che si distingue per il carattere di unicità di ogni prodotto, trattato e lavorato come una vera e propria opera d’arte. Ci siamo fatti spiegare da Valentina, 29enne laureata in Comunicazione e Marketing, il lavoro e il concetto che sta dietro al loro mestiere creativo e artigiano.

Valentina, cosa significa che i vostri sono prodotti di Art Design?
Si tratta di opere che hanno una funzione (design) ma che sono uniche e quindi con caratteristiche di opere d’arte, opere che trasmettono un significato o un concetto in una forma “utilizzabile”.

Come vi dividete i compiti?
Riccardo opera più a livello produttivo in falegnameria, sperimentando e realizzando le opere, io lo aiuto in base alle mie capacità. Insieme studiamo i metodi migliori di realizzazione per poter giungere all’idea che vogliamo trasmettere, insieme disegniamo schizzi e li modifichiamo a vicenda. L’idea di partenza viene di solito da uno o dall’altro ma poi viene portata avanti e armonizzata da entrambi. Inoltre io mi occupo più dell’aspetto relazionale, da Facebook alla ricerca preliminare su materiali e forme, dagli studi del settore alla ricerca di mostre o eventi ai quali partecipare.

In che modo state innovando l’azienda di famiglia?
Abbiamo fatto delle scelte di specializzazione e valorizzazione delle nostre migliori competenze e capacità concentrando la nostra offerta e immagine nella valorizzazione del legno come materiale di partenza di tutti i manufatti che realizziamo. Abbiamo intrapreso un cambio radicale di immagine (logo, sito, materiale di coordinamento, showroom) appunto per mettere in luce l’artigianalità, la competenza nel settore, la storicità dell’azienda, la flessibilità e la capacità nel risolvere le problematiche del cliente. Abbiamo anche realizzato delle linee di prodotti completamente personalizzabili, da presentare in particolare a studi di architettura sotto i due progetti “fascino dell’imperfetto” e “materia”, che valorizzano l’imperfezione del legno, la sua esperienza tattile, le venature, i colori tramite prodotti quali rivestimenti di parete, porte interne e portoni d’ingresso, ma adattabili a qualsiasi realizzazione su misura e su definizione del committente o del progettista.

Chi è il vostro cliente tipo?
Con Lacrime D’Arte il nostro mercato è il collezionista di opere d’arte, di design e di art-design che apprezzi un oggetto unico che trasmette un significato e che possa anche contribuire ad arredare la sua casa. Il mercato è potenzialmente mondiale.

Quali difficoltà e quali soddisfazioni incontrate?
La difficoltà principale è trovare le mostre, le occasioni e gli eventi giusti per presentarci e quindi capire il canale da percorrere per arrivare al cliente tipo, mentre le maggiori soddisfazioni sono i complimenti della gente comune e degli addetti ai lavori. Ad esempio è stato emozionante ricevere l’approvazione della gallerista Rossana Orlandi a Feriarte a Madrid.

Di quali progetti andate più fieri?
Gli ultimi sono sempre i più sentiti e i più rappresentativi, anche perché testimoniano i nostri cambiamenti e la nostra crescita. Siamo fieri in particolare di “Attesa” per il suo forte significato, e poi dell’ultimo progetto (di cui per ora non vogliamo svelare il nome) per la forte presenza scenica e scultorea. Ovviamente, resta molto importante anche il nostro primo progetto “Première” nato un po’ per caso ma che rappresenta perfettamente il nostro stile.

Come e dove vi vedete nel futuro, lavorativamente parlando?
Ci vediamo nella nostra falegnameria a produrre le nostre opere, i nostri progetti unici: sempre senza fretta, senza processi “industriali” ma con un approccio artigianale e sperimentale.

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Elisa di Battista

Intervista a cura di Elisa di Battista

Giornalista, appassionata di comunicazione, digitale, social media, fotografia. Blogger, racconta storie di giovani e artigianato sul suo blog www.laureatiartigiani.it. Seguila su Twitter: @ElisaDiBattista

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