CONTATTAMI

Mettiamoci in contatto!

Per contattare l'intervistato devi accedere a Uncò Mag


Oppure Iscriviti manuamente

Moku

6 minuti 1180 parole

Condividere gli appunti semplifica la vita degli studenti, ma come? Ce lo dice Michele Redolfi di Moku

Parole: 1.181 | Tempo di lettura: 4 minuti

unco-moku-1

Moku è una piattaforma online che consente agli studenti universitari di condividere in modo facile gli appunti. La startup è stata fondata da tre ragazzi under 30, che hanno vinto il concorso Rebound di Confindustria Padova e che partecipano all’incubatore H-Farm. Abbiamo intervistato uno dei fondatori, il trevigiano Michele Redolfi

Moku si rivolge agli studenti universitari. Quanti e quali servizi offre?
Moku è una applicazione web per studenti, principalmente universitari, con cui si possono organizzare e condividere i propri materiali di studio (supportiamo PDF, Word, Excel, PowerPoint, Photoshop, immagini e altri formati) e prendervi appunti sopra a dei livelli trasparenti che non modificano i documenti originali. Non si deve scaricare nulla, funziona tutto da browser. Al momento stiamo sviluppando l’app per tablet.

Quanto tempo avete impiegato per realizzare la vostra idea?
Noi tre fondatori (Piera, Simone e Michele) ci siamo conosciuti all’Università di Padova (facoltà di Ingegneria) qualche anno fa. Oltre a diventare amici, abbiamo iniziato a lavorare insieme per alcuni progetti accademici e non. È stata Piera ad avere l’idea di Moku: molti di noi prendevano appunti con il computer, ma senza collaborare molto con gli altri compagni e affidandosi comunque a pile di appunti cartacei e fotocopie.

A quali esigenze sentite di aver risposto?
L’esigenza a cui abbiamo cercato di rispondere è quella di semplificare il modo in cui si prendono appunti e in cui si studia, attraverso uno strumento funzionale, facile da usare ed esteticamente piacevole. Finora abbiamo avuto un riscontro positivo, quindi siamo contenti e continuiamo su questa strada, migliorando e modificando le caratteristiche di Moku in base al feedback dei nostri utenti.

Da chi è composto attualmente il vostro team?
Noi tre siamo laureati in Ingegneria Informatica a indirizzo gestionale e abbiamo competenze tecniche, economiche e manageriali. Lavorano con noi Marco, web designer, Cecilia, community manager e attualmente anche Tommaso, che segue lo sviluppo dell’app mobile insieme a Simone.

Moku mi appare come un social network degli appunti. Mi viene in mente un incontro tra quei siti che consentono di scaricare riassunti e dispense (docsity, studenti.it) e Google Docs. Quali sono le novità e le differenze di Moku, rispetto a questi strumenti?
Non siamo un social network, però l’aspetto collaborativo è un elemento fondamentale. Tutta la struttura di Moku, dalle cartelle al funzionamento dei livelli, è progettata per garantire il massimo livello di interazione tra compagni, senza comunque trascurare le esigenze di privacy. Con i siti che offrono appunti e tesine non siamo in competizione, anzi siamo orientati all’integrazione: Moku, infatti, aggiungerebbe la possibilità di fare annotazioni, anche da mobile, e darebbe forza all’aspetto collaborativo che è ancora poco sfruttato da queste piattaforme. In questo modo l’esperienza d’uso degli utenti si accrescerebbe.
Inoltre, grazie alla nostra tecnologia, abbiamo studiato un modo con cui far guadagnare questi siti dai documenti, tramite l’inserimento intelligente di pubblicità.

Moku vuole facilitare la collaborazione tra compagni di corso ma al contempo rispettare la privacy. In che modo?
La chiave di questo sta nel meccanismo dei livelli. Tutti i partecipanti alla stessa cartella hanno la propria copia del documento, ma gli appunti di ognuno sono salvati sul proprio livello trasparente (come se fosse un foglio da lucido digitale), che garantisce all’utente piena flessibilità nello stabilire il grado di interazione. Moku incoraggia la collaborazione tra compagni di corsi, anche attraverso gli inviti, il funzionamento delle cartelle e meccanismi di gamification e passaparola sui social, però rispettiamo la diversa propensione alla condivisione degli utenti. Sta a loro, infatti, decidere cosa condividere, con chi, in quali modalità e per quanto tempo.

Quanti ad oggi usano il vostro servizio?
Adesso è in fase di beta aperta, quindi non è perfetto, è il nostro banco di prova in continua evoluzione. Per registrarsi basta Facebook o un indirizzo email. Siamo usciti dalla beta privata a fine settembre, promuovendoci grazie ad una collaborazione con l’Università di Padova.
Al momento abbiamo circa 7000 utenti, sia italiani che internazionali.

Moku è un servizio gratuito?
Sì, è gratuito. In futuro introdurremo funzionalità extra a pagamento, ma quelle base resteranno gratuite per tutti.

Dove sta il vostro guadagno?
Valuteremo anche delle sponsorizzazioni con marchi e aziende vicini all’ambiente studentesco, per ora comunque ci stiamo concentrando nella crescita della piattaforma e nel migliorare la soddisfazione degli utenti. Dal punto di vista monetario crediamo che, nel breve termine, il guadagno arriverà dalla versione business della nostra tecnologia.

Oggi Moku si rivolge agli studenti ma avete intenzione di allargare le vedute? Penso ad esempio ad un coinvolgimento delle aziende.
Proprio così, sappiamo bene che i documenti sono strategici per l’efficienza di molti processi aziendali. Abbiamo sviluppato una versione business che si chiama Doku (siamo fantasiosi!), con l’obiettivo di semplificare questi processi grazie ai principi di semplicità ed usabilità e sfruttando le nuove tecnologie come web e tablet.
Alla base di Doku c’è la stessa tecnologia di Moku, arricchita di ulteriori funzionalità specifiche per il segmento business. Inoltre, i dati sono gestiti attraverso un sistema di sicurezza innovativo che soddisfa le esigenze professionali.
In questo momento stiamo cercando una realtà aziendale adatta su cui fare un caso di studio, per poi lanciare ufficialmente Doku su larga scala.

Che tecnologia usate?
Utilizziamo una tecnologia che converte qualsiasi documento in pagine HTML5 visualizzabili e annotabili da browser, senza dover installare nulla. I documenti possono essere integrati in qualsiasi soluzione web, aggiungendo anche nuove funzionalità e proteggendo il documento originale da copie, se lo si desidera.

Cosa significa che la vostra tecnologia può essere integrata in altre piattaforme esistenti?
Nell’offerta tecnologica presto si aggiungerà anche la app per tablet totalmente personalizzabile sulle esigenze del cliente e con il suo logo. Questo permetterà di dare vita a nuove dinamiche di collaborazione nei prossimi mesi.

Come si sostiene economicamente Moku?
Abbiamo ricevuto un contributo da parte di H-FARM Ventures (presso cui abbiamo seguito il percorso di incubazione H-Camp); a parte questo, non abbiamo cercato seriamente investimenti e ci sosteniamo realizzando soluzioni web, lavoro che svolgiamo insieme da anni con profitto. Tra i nostri clienti abbiamo Intesa Sanpaolo, Assicurazioni Generali e Disney.

Siete stati selezionati come uno dei 10 finalisti all’Europe Venture Summit e avete partecipato a questo grande evento a Kiev il 4 e il 5 dicembre. Come è andata e che bagaglio di conoscenze vi siete portati a casa per i vostri prossimi passi?
Arrivare tra i finalisti ci ha dato molta soddisfazione! Gli ospiti del Summit erano investitori, giornalisti e imprenditori del calibro di Dave McClure and Marvin Liao (500startups), Mike Butcher di TechCrunch, Mark Johnson di Zite.
Abbiamo avuto l’opportunità di partecipare a delle sessioni di mentoring con Vitaly Golomb, uno degli organizzatori, che ci ha dato molti spunti di riflessione e consigli interessanti. Prendere parte ad un evento di questo tipo è un’occasione per mettersi in discussione, per ascoltare i consigli di esperti del settore, per confrontarsi con altre startup e per riflettere su cosa abbiamo fatto e dove vogliamo arrivare.
Questo per noi è il momento di concentrare le forze sulla prossima sfida: validare Doku.

unco-moku-8

unco-moku-3

unco-moku-4

unco-moku-6

unco-moku-7

unco-moku-9

 

Serena Santoro

Intervista a cura di Serena Santoro

Editrice di ilreferendum.it e organizzatrice del festival Enjoy. Studentessa di Giurisprudenza. Collabora con VeronaOltre

Lascia un commento