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22. Pollaz

4 minuti 701 parole

Artigianato, mercatini e vendite online. Abbiamo intervistato Pollaz

Parole: 698 | Tempo di lettura: 3 minuti

Paola Colombo è una giovane artigiana di 30 anni. E’ nata a Brescia ma vive a Verona.
Se mai doveste conoscerla, quasi sicuramente la sentirete chiamare Pollaz. Un soprannome che anni fa alcuni amici le hanno cucito addosso, probabilmente con la stessa spontaneità e allegria con cui lei cuce le sue coloratissime creazioni, tutte da guardare, toccare, ma soprattutto usare.

Pollaz, sei partita con un corso di scenografia all’Accademia di Belle Arti e poi, cosa è successo? Come sei arrivata alle tue creazoni?
Mi è sempre piaciuto cucire. Mia madre mi ha insegnato le basi per utilizzare la macchina da cucire mentre la mia amica Federica mi ha dato la spinta per iniziare a fare qualcosa di più stimolante. Così ho iniziato insieme a lei a produrre oggetti fatti a mano e a venderli ai concerti della scena punk-hardcore. Da allora ho portato avanti la mia passione per ago e filo ed ora eccomi qui.

Quali sono quindi i tuoi strumenti del mestiere?
Macchina da cucire, stoffe, ago e filo.

E la scenografia che ruolo ricopre nella tua vita? Continui a dedicarti anche a questo, o hai alzato un muro con il passato?
Non ho alzato un muro, semplicemente non ho avuto molte occasioni e i miei interessi ora si sono spostati su altro. Spero sempre ci sia la possibilità, un giorno, di mettere assieme la passione per la scenografia con i miei progetti più recenti. E in effetti, anche se ancora non troppo chiaro, qualche progetto c’é.

In un mondo dominato dalla serialità, come si inserisce il mestiere dell’artigiano?
Ad essere onesta non ho mai pensato di creare pezzi unici in contrapposizione alla serialitá e alla non-unicità. Mi sono avvicinata all’artigianato perché mi piace “sporcarmi le mani” e ancora oggi sono felice di divertirmi ed emozionarmi creando pezzi che so essere “unici” a tutti gli effetti.

Però è fuori dubbio che le grandi multinazionali continuano a minare i mercati mondiali con produzioni a basso costo e con materiali scadenti. E l’Italia, che per anni ha basato la propria attività produttiva sulla creatività, la bellezza e la qualità, è una delle nazioni che ne soffre di più. Secondo te la riscoperta della manualità, della creazione, partendo anche da materiali semplici, potrebbe stimolare una riscoperta di ciò che oramai sembra essere perduto?
La domanda é difficile e non mi riesce facile pensare così in grande. Quello che posso dire però è che nei mercatini e (soprattutto) online vedo sempre più viva e in fermento una scena fatta di giovani e creativi artigiani, che proprio da questo senso di comunità sembrano trovare forza e coraggio per continuare a coltivare la propria passione. Non saprei se sia abbastanza per riscoprire valori e sensibilità del passato, ma è bello vedere che c’é qualcosa che si muove.

Questo lavoro riesce a darti da vivere?
Magari! No, ancora no. Sono felice perché anche dal punto di vista economico le cose van sempre meglio ma è ancora difficile pensare di vivere solo con le mie creazioni. Forse basterebbe un po’ di coraggio ma per adesso va bene così. Incrocio le dita per il futuro.

Quali sono le creazioni che hanno riscosso maggiore successo?
I guanti da forno con mano pelosa e, soprattutto di recente, le tovagliette a forma di casa per la colazione. In genere i prodotti che funzionano di più sono quelli che vengono usati ogni giorno, ma sono molto contenta anche delle parecchie richieste che mi sono arrivate per le Pillow Faces personalizzate.

L’ultima cosa che ti sei inventata?
A Natale ho collaborato con Coki, amica e crafter che stimo molto, a un progetto decisamente invernale: un kit da tè.
Il kit comprende una tovaglietta a forma di casa in cotone cucita da me, un cucchiaino in legno, una tazza e un copritazza di lana all’uncinetto, fatto da Coki.

Beh, non ci resta che dare un’occhiata allora.
Sì, tutte le mie creazioni si possono guardare e acquistare online: su Etsy e su ALM. Sono distribuiti anche all’estero (Olanda, Singapore e Stati Uniti), mentre in Italia potete vedere le mie creazioni da vicino in diversi negozi come Farfilò a Verona e Le Civette sul Comò a Milano.

Isabella Sacchetti

Intervista a cura di Isabella Sacchetti

Chief editor. Ascolta (tanto), parla (tantissimo), legge, traduce. I suoi amici non vogliono mai accompagnarla da nessuna parte perché conosce troppe persone. Lei dice sempre che prima o poi si fermerà, ma ormai non le crede più nessuno, soprattutto ora che va intervistando gente in giro.

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