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QuiCibo

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Unire le eccellenze enogastronomiche del Bel Paese e farci una start up. Intervista a Nicola Galetto e Marco Grumolato di QuiCibo.

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QuiCibo è una piattaforma online geolocalizzata per chi cerca un’alimentazione a Km 0. Domanda e offerta si incontrano grazie a un sito web e una app che collegano direttamente le aziende agricole alla potenziale clientela. La start up innovativa, risultato del lavoro di due giovani under 30, Nicola Galetto e Marco Grumolato, si propone di promuovere il settore agroalimentare e l’enogastronomia.

Ragazzi, quando e come è nata l’idea?
È nata circa un anno e mezzo fa. Girare l’Italia ci ha aperto gli occhi su una necessità molto sentita, “che ormai è sulla bocca di tutti”, se ci passate la battuta. L’approccio è stato quello di capire quali sono le necessità del turista enogastronomico.

Quali sono e dove avete formato le vostre professionalità?
Siamo due veronesi laureati in Giurisprudenza e ci conosciamo dai tempi delle scuole superiori. Uno si occupa del lato amministrativo e l’altro di quello commerciale.

Cosa vi ha spinto a scegliere il settore dell’agricoltura?
L’attenzione a cosa mangiamo, ai prodotti del territorio e di stagione, l’interesse a conoscere dov’è localizzata la produzione propria e la vendita diretta. Uno più uno ha fatto QuiCibo.

Come si accede al vostro servizio? Spiegateci tutte le possibilità che offre QuiCibo
L’utente può consultare uno speciale motore di ricerca che lo aiuta a individuare le aziende e i prodotti intorno a sé o in una località di suo interesse. Sceglie, valuta, compara e poi compra. Effettuato l’acquisto, il produttore farà avere i prodotti in azienda o a casa con vari servizi di spedizione.

Per lanciare QuiCibo avete stretto accordi con i produttori locali e con i territori?
Gli accordi sono utili ma non indispensabili. Ci muoviamo a livello nazionale e, chiaramente, ogni relazione con consorzi, cantine sociali, associazioni di categoria agevola la promozione del servizio. Ad ogni modo siamo tanto di sostegno al comparto, quanto indipendenti.

Quanto la conoscenza delle esigenze del vostro territorio vi ha aiutato a realizzare questa piattaforma nazionale?
Le esigenze delle persone e dei territori, soprattutto nell’agroalimentare ed enogastronomico, non possono che essere comuni dalla Valle D’Aosta fino alla Sicilia.

Qual è la filosofia di QuiCibo?
Come dice lo slogan, “Qui Vivo Qui Cibo”. La filosofia sta tutta nel mangiare italiano, in quanto italiani. Mangiare locale e conoscere le eccellenze degli altri territori del Bel Paese, unendo direttamente il consumatore con il produttore.

Per la vostra piattaforma vi ispirate a qualcosa di simile già esistente all’estero?
Il concetto potrebbe essere simile a quello di piattaforme che trattano altre categorie merceologiche, ma il legame con il territorio e i territori è un aspetto assolutamente peculiare e distintivo.

Dall’idea alla Start Up: chi vi ha sostenuto fin da subito? A chi vi siete rivolti?
Ci siamo autofinanziati con capitale proprio. Utili sono stati i vari concorsi di idee promossi sul territorio nazionale, non tanto per quello che si vince, che è ben poco, ma per le esperienze ed opportunità di conoscenza che si ottengono. Stiamo ricevendo notevole interesse non dal Veneto ma dal Friuli Venezia Giulia, il Trentino Alto Adige, la Toscana e la Puglia.

Quanto tempo avete impiegato a rendere la vostra idea un’impresa?
Il tempo di mollare tutte le attività quotidiane per dedicarci unicamente a QuiCibo. Non è questione di tempo, ma di atti concreti e di dedizione al progetto. O ci si lavora a tempo pieno oppure è un’attività del tempo libero.

Si può dire che i canali di successo della vostra idea imprenditoriale siano stati i concorsi per start up? A quanti e quali avete partecipato?
Sì e no. Sono stati utili ad aumentare la consapevolezza e la visibilità, specie all’inizio ma, con il passare del tempo, ne è calata via via l’utilità. Ad esempio, il 2 ottobre scorso abbiamo partecipato alla serata finale del concorso Start&Go promosso da Confindustria Udine, dove siamo arrivati tra i primi sei, ma è stata la nostra ultima partecipazione. In totale ne abbiamo fatti quattro o cinque, con ottimi risultati.

Avete ottenuto molti riconoscimenti, l’ultimo con la vostra presenza al Tavolo Agroalimentare dell’Expo a Milano. Che grado di diffusione ha oggi QuiCibo?
Lo scorso 11 ottobre siamo stati invitati a Pisa al Rural Hub Investor Day, in occasione dell’Internet Festival 2013. Siamo tra le dieci startup rurali riconosciute a livello nazionale. QuiCibo punta ad avvicinare il Nord e il Sud, il consumo e la produzione: vogliamo riunire l’Italia all’insegna del buon cibo.

Quali sono i vostri obiettivi a breve e a lungo termine?
Uno dei principali è l’apertura ai mercati esteri, in quanto è sempre più crescente la domanda per il Made in Italy fuori dai confini sia nazionali che europei.

 

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Serena Santoro

Intervista a cura di Serena Santoro

Editrice di ilreferendum.it e organizzatrice del festival Enjoy. Studentessa di Giurisprudenza. Collabora con VeronaOltre

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