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Silvia Pasquetto

4 minuti 646 parole

Dalla ricerca farmaceutica alla fotografia, un percorso coraggioso verso la realizzazione di un sogno. Intervista a Silvia Pasquetto.

parole: 654 | tempo di lettura: 2 minuti

unco- SilviaPasquetto - autoritratto

Dopo dieci anni nel campo della ricerca farmaceutica nel 2009 decide di cambiare vita per fare della sua passione più grande il suo lavoro. Oggi Silvia Pasquetto è una fotografa freelance, insegna tecniche di fotografia e sogna un futuro professionale su scala internazionale.

Silvia, come è nata in te la passione per la fotografia?
Sono nata e cresciuta a pane e matematica pensando che tutto ciò che fosse correlato ad arte e creatività fosse solo un hobby: così mi hanno educata e così sono cresciuta. La fotografia è arrivata tardi nella mia vita, a 31 anni. Nel 2007 feci un viaggio in Senegal con la mia prima compatta automatica che mi ero orgogliosamente comprata qualche mese prima. Lì, di fronte ai visi meravigliosi che mi apparivano davanti, realizzai che avrei voluto scattare delle foto con senso, senza sapere però cosa volesse dire esattamente, né tanto meno come si facesse. Al ritorno da quel viaggio mi sono iscritta a un corso di fotografia e da subito è divampato il fuoco di un amore travolgente. Sono iniziate le mie notti insonni passate a studiare fotografia.

Quali situazioni preferisci per i tuoi scatti?
Esistono due grandi tipologie di fotografi: quelli che catturano l’attimo e quelli che usano la fotografia nello stesso modo in cui un pittore si pone di fronte a una tela vuota. Io appartengo a questa seconda categoria, mi piace creare immagini che precedentemente visualizzo dentro di me. Sono una fotografa dell’immaginario e di mondi altri. Mi piace costruire i set, stravolgere la realtà con le luci, mettere in foto una scena che prima potevo vedere solo nella mia testa.

Com’è la vita da fotografa freelance?
Dura e bellissima. Dura perché provengo da dieci anni di lavoro da dipendente e le logiche di un professionista freelance sono completamente differenti: c’ho messo un paio di anni e un sacco di preventivi sbagliati per aggiustare il tiro. Dura perché il momento è difficile e la competizione molto alta. Ma non mi sono mai fatta scoraggiare da nessuna di queste due cose, so quali sono i miei limiti e quali le mie potenzialità. Bellissima perché ho la completa direzione del mio tempo e la libertà per me è molto più importante dei soldi. Scelgo come lavorare e con chi e ogni giorno mi alzo con la gioia che mi esplode nella pancia. Bellissima perché è formativa: per essere una freelance di successo le competenze tecniche contano un 30%, il lato umano è molto più importante. Se cresci come persona, il tuo lavoro cresce con te e i clienti con cui collabori cambiano in funzione di questo sviluppo.

Oltre ad esercitare la professione organizzi dei corsi di fotografia. Come nasce la scelta di insegnare?
Il primo corso di fotografia che feci, nel 2011, fu una folgorazione: capii subito che ero portata per l’insegnamento e la gioia che provavo a fine lezione era troppo grande per fare finta di nulla. Ho capito che il mio era un dono che andava coltivato, che dovevo continuare a insegnare. L’entusiasmo contagioso e la trasmissione della passione per la fotografia vanno oltre le semplici nozioni tecniche: sono un modo di essere. Credo di essere convincente ai miei corsi perché sono coerente e “sono ciò che dico che la fotografia dovrebbe essere”. In un paio d’anni sono passati tra i miei banchi un centinaio di allievi che oggi sono il motivo per cui continuo ancora ad insegnare nonostante la saturazione del mercato dei corsi di fotografia.

Sei felice del tuo percorso professionale?
Si, assolutamente. Non è una passeggiata e ancora non ci sono arrivata allo stipendio di un lavoro full time. Ma tutto quello che ho ricevuto finora compensa tutti i momenti dolorosi vissuti, soprattutto all’inizio. Il mercato è una giungla senza compassione: all’inizio non sapevo difendermi, poi a forza di bastonate ho imparato ad uscire con lo scudo.

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Sara Girardi

Intervista a cura di Sara Girardi

Appassionata di gatti, patatine fritte e Beyoncé è fortemente contraria a chi vive intrappolato nella propria comfort zone.

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