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25. Valentina Tanni

4 minuti 712 parole

Scrivi sempre per il lettore e mai per te stesso. Intervista a Valentina Tanni

Valentina, che lavoro fai?
“Che lavoro fai” è sempre stata una domanda molto difficile per me. Faccio un lavoro che si compone di tante attività diverse e non ho ancora trovato una parola unica per descriverlo. Diciamo che mi occupo di arte contemporanea nel campo dell’editoria e della curatela. Al momento faccio parte della redazione di Artribune, un magazine di arte e cultura contemporanea che viene pubblicato quotidianamente online, e su carta con un free press bimestrale. Negli ultimi 12 anni mi sono occupata anche molto di didattica e di nuove tecnologie nel campo della creatività.

Qual è stato il momento in cui hai deciso che quello sarebbe stato il tuo lavoro?
In realtà non esiste un momento preciso in cui ho deciso che lavoro avrei fatto. Ho fatto il liceo artistico perché mi piaceva disegnare e perché ho sempre avuto un grande interesse per l’arte, poi ho deciso di studiare Storia dell’Arte all’Università, dove mi sono laureata con una tesi sulla Net Art.
L’avvento di Internet ha influito pesantemente sul corso degli eventi, portandomi a concentrare i miei studi sul rapporto tra arte contemporanea e nuove tecnologie e sulle nuove forme di editoria multimediale.

E poi?
Ho iniziato a scrivere recensioni e articoli, mentre ancora studiavo, e poi sono entrata a far parte della redazione di Exibart.com, con cui ho collaborato per una decina d’anni. Parallelamente ho iniziato a curare mostre e a insegnare all’Università (Informatica applicata ai Beni Culturali) e in numerosi corsi e master per istituzioni pubbliche e private.
Diciamo che la mia storia lavorativa non è cominciata con un’idea chiara di cosa avrei fatto, ma si è evoluta nel corso del tempo in maniera organica, seguendo gli interessi che ho maturato man mano e le diverse opportunità che mi si sono presentate. Quello che era chiaro dall’inizio era che mi sarei occupata d’arte, in qualche forma, ma non sapevo assolutamente come!

Come si genera valore da quello che fai?
Mi piace pensare che il valore di quello che faccio stia nella divulgazione dell’arte come strumento di interpretazione della realtà. La mia missione è diffondere la curiosità come stile di vita.

Cosa consigli a chi vuole entrare nel mondo editoriale dell’arte contemporanea?
Leggere tanto, riviste e saggi, cercando di seguire lo scenario internazionale. Vedere più mostre possibili, parlare con gli artisti, i curatori, i giornalisti e gli editori che già fanno questo lavoro. E’ un mestiere che si impara sul campo, ci sono poche regole e la differenza la fanno tre cose: essere informati, essere curiosi, scrivere sempre per i lettori e mai per se stessi (e tantomeno per compiacere l’artista o il gallerista di turno).
Tool indispensabili: un buon inglese e un buon feed reader.

(La prima foto: Valentina Tanni e Andrea Natale fotografati da Alessandro Toscano per Wired Italia)

BIO: Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte e curatrice. Si interessa principalmente del rapporto tra arte e nuove tecnologie, con particolare attenzione alle culture del Web. Nel 2002 si è laureata presso La Sapienza di Roma con una tesi sulla Net Art (Net Art.1994-2001) e negli anni seguenti ha pubblicato articoli, recensioni e saggi sulla new media art e l’arte contemporanea in generale. Nel 2001 ha fondato Random Magazine, una delle primissime rubriche online interamente dedicate alla Net Art (il sito, chiuso nel 2011, è poi diventato un libro – “Random”, Link Editions).
E’ stata tra i fondatori di Exibart, progetto a cui ha lavorato fino al 2007, e successivamente direttore editoriale di FMR Online. In seguito, ha partecipato alla fondazione di Artribune, progetto editoriale che segue tuttora come membro dello staff di direzione.
Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di Media Connection (Roma e Milano, 2001), le collettive Netizens (Roma, 2002) e L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati (Siracusa, 2003) Maps and Legends. When Photography Met the Web (Roma, 2010), Datascapes (Roma, 2011), Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing (Roma, 2012) e alcune mostre personali. Collabora con numerosi festival di arti digitali ed è curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media”. Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private (Università di Roma La Sapienza, Università di Udine, LUISS, Istituto Europeo di Design).
Il suo sito è valentinatanni.com

Alessio Sartore

Intervista a cura di Alessio Sartore

Il suo sito è alessiosartore.com

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